Villa Bianca, o molto meglio conosciuta come Villa Grock, è uno di quei luoghi magici che tutti gli imperiesi conosco. È un luogo avvolto nel mistero, che sempre ha affascinato i bambini di ogni generazione e tutti coloro che, per sbaglio o meno, sono passati davanti ai suoi cancelli.

Esistono numerosi misteri e leggende su questa villa, così come storie e curiosità si raccontano sul suo proprietario Charles Adrien Wettach, in arte Grock, considerato il più grande clown di tutti i tempi.

Villa Grock è senza ombra di dubbio uno degli edifici più particolari e bizzarri che si possono trovare nella Riviera dei Fiori. L’architettura e le decorazioni, cariche di simbolismi esoterici e massoni, sono talmente legate alla stessa personalità di Grock tanto che sarebbe impossibile parlarne senza prima descrivere e narrare la storia del suo proprietario.

Grock, il re dei clown

Il Clown Grock Charles Adrien Wettach

Charles Adrien Wettach nacque in svizzera nel cantone di Berna, precisamente a Reconvilier, nel 1880.

Adolf, suo padre, era un umile orologiaio che si dilettava nella musica e nelle acrobazie per passione. Per qualche breve periodo fece anche parte del Circo Martinelli. Da lì, la passione per il circo che accompagno Grock fino alla sua morte nel 1959.

All’età di 14 anni, Grock, si unì ad una compagnia di circensi come illusionista, funambulo e uomo-serpente. Nel corso degli anni imparò a destreggiare qualsiasi specialità: dalla giocoleria all’equilibrismo, dalle acrobazie sui cavalli ai numeri di magia, fino al contorsionismo. Inoltre, imparò a suonare un’infinità di strumenti, tra cui il pianoforte e il violino sui quali basava molti dei suoi spettacoli da clown.

Nel 1903, fece coppia con il musicista Marius Galante in arte Brick; subentrando al suo precedente partner soprannominato Brock. Proprio in quegli anni acquisì il nome d’arte di Clown Grock.

Da allora girò il mondo in lungo e in largo fino alla consacrazione nel 1919 quando, all’Olympia di Parigi, venne eletto dal pubblico il re dei clown.

All’Opympia, il suo spettacolo durava circa un’ora e includeva trucchi e giocolerie mai viste prima. La perfezione era tutto ciò che inseguiva Grock; e i sui spettacoli erano studiati e preparati nel minimo dettaglio con lo scopo di stupire e incantare il pubblico.

Nel 1954 diede l’addio definitivo al mondo del circo, dopo avere divertito anche Charlie Chaplin durante uno spettacolo a Vevey in Svizzera l’anno precedente.

Si ritirò nell’amata villa imperiese con la moglie Ines e la figliastra Bianca.

Durante i suoi anni di attività fu apprezzato dai sovrani e dai capi di stato di mezzo mondo. Fece ridere ed emozionare migliaia di persone e soprattutto bambini, in un’epoca che ha visto susseguirsi due guerre mondiali. Un periodo in cui lo svago era per lo più inesistente e l’arrivo del circo in città era festeggiato come l’unica occasione per dimenticare le difficoltà della vita per qualche istante.

Tuttavia, poco si sa del Grock dietro la maschera da clown. La sua figura, infatti, è avvolta nel mistero.

Fu un importante massone iscritto alla Grande Loggia svizzera Alpina e la sua attrazione per la cultura esoterica è stata accertata. Questi elementi si ritrovano in ogni angolo della villa e del suntuoso giardino; così come la passione per il circo e il grande egocentrismo di chi è consapevole di essere stato il migliore tra i clown.

Villa Grock e il suo giardino

Situata su una splendida collina fronte mare nella zona residenziale delle “Cascine”, Villa Grock fu costruita tra il 1924 e il 1930.

Grock scelse proprio Imperia Oneglia perché si era innamorato della città quando venne in villeggiatura con i suoceri e la moglie Ines (originaria di Garessio, paese nella Provincia di Cuneo).

Sebbene si fosse affidato a un architetto per la realizzazione, fu lui a idearla nei minimi dettagli cercando di realizzare un edificio che rispecchiasse il suo spirito, la sua anima e le sue passioni. Trasformò, così, dei semplici mattoni in qualcosa di vivo e in un monumento unico e immortale a sé stesso.

Lo stile è un misto stravagante di rococò, liberty, art-decò e di elementi orientali piazzati qua e là, come la stanza giapponese adornata da dipinti di origami al primo piano.

La torre che si innalza dalla villa

La torre della villa con la scultura raffigurante il volto del clown

“Non osai dire a Grock che non avevo mai visto un edificio più imbarazzante”. Queste sono state le parole del famoso giornalista e fotoreporter italiano, Orio Vergari, dopo una visita alla villa.

Di certo Villa Grock è unica nel suo genere e può non piacere. Tuttavia, ha un fascino innegabile dettato dall’aria fiabesca e clownesca che emana.

Il giardino rispecchia lo stile della villa. È dominato da un laghetto centrale dove Grock amava pescare e nuotare. Al centro del laghetto vi è un piccolo isolotto raggiungibile solo grazie a uno stretto ponte sorretto da un arco a sesto ribassato.

La vegetazione è dominata dalle palme e dai cedri che danno quel nonsoché di esotico.

L’intero complesso è stato concepito come un enorme circo ed è ricco di particolari quali sculture, affreschi, ed elementi di design che sottolineano e richiamano l’arte e la cultura circense; quasi fosse un elogio alla storia di Grock e alla sua vita nel mondo dello spettacolo.

Villa Grock e i suoi misteri

Tutti questi elementi circensi sono, però, ambivalenti; proprio come ambivalente è la natura di un clown.

Da una parte la maschera esterna, visibile a tutti, sempre pronta a far ridere e divertire lo spettatore. Dall’altra la persona dietro la maschera, piena di emozioni, contraddizioni e segreti di cui nessuno sa nulla.

Allora: il soffitto del porticato, che è affrescato come una notte stellata, raffigura un tendone da circo, oppure è il simbolo della vita nomade circense, o rappresenta qualcosa di più oscuro misterioso legato alla massoneria e all’esoterismo?

La chiave di lettura è sicuramente duplice: quella più superficiale e fiabesca connette tutte le particolarità architettoniche al mondo del circo; quella più profonda si interroga sul significato spirituale, esoterico e filosofico di alcuni elementi.

In primis, il tempietto sull’isolotto in mezzo al lago. Ma anche le particolari conformazioni geometriche della pavimentazione, i simboli sugli affreschi, la torre, le svariate sculture di cornucopie in giardino e la scritta in latino “Per Aspera Ad Astra” (Attraverso le asperità alle stelle) incisa a lato di una delle fontane.

Ponte sul laghetto di Villa Grock

Ponte sul laghetto per raggiungere l’isolotto

Dall’abbandono al Museo del Clown

Dopo la morte di Grock nel 1959 la villa cominciò un lento ed inesorabile degrado.

Ines, ormai vedova, non era in grado di affrontare i costi per mantenere un edificio così imponente. Decise, quindi, di innalzare i cancelli attorno alla propria in modo tale da nascondere la desolazione ed evitare l’imbarazzo con il vicinato e tutti coloro che passavano di là sperando di ammirare ciò che restava di Villa Grock.

Nel 1974, una volta morta anche la madre, la figlia Bianca vendette l’immobile, gli arredi, i vestiti e le ceneri del padre a una società immobiliare che mise tutto all’asta. Ciò che rimase venne rubato negli anni. La favola del più grande tra i clown era giunta al termine.

Questo stato di totale abbandono continuo fino al 2002 quando la Provincia acquistò l’immobile salvando la villa.

Dopo una lunga ristrutturazione, nel 2006 i giardini di villa Grock vennero aperti al pubblico e dal 2010 è finalmente visitabile anche il palazzo.

All’interno dell’edificio è stato allestito il Museo del Clown aperto dal 2013. Questo museo interattivo è un modo divertente e suggestivo di farsi trasportare dalla magia del circo, conoscendo la figura del clown che al giorno d’oggi sta piano piano sparendo.

Il percorso del museo inizia con la Sala del Cinema dove i visitatori possono entrare a contatto della cultura circense attraverso spezzoni di film e interviste fatte a diversi clown famosi.

Purtroppo le stanze non hanno più il mobilio originale, andato perso all’asta o trafugato. Tuttavia, nelle varie stanze sono stati allestiti giochi e attrazioni interattive che piaceranno soprattutto ai più piccoli.

La villa vista dal giardino

La villa vista dal giardino

Matrimoni a villa Grock

È ora possibile richiedere alla Provincia l’utilizzo temporaneo di villa Grock e del suo giardino per eventi privati.

La villa e il suo parco si prestano perfettamente ai matrimoni. È, infatti, uno scenario suggestivo per il giorno più bello che una coppia di innamorati possa vivere insieme.

La sera, il parco illuminato da fiaccole e luci si trasforma in un luogo magico che rimarrà nel cuore e nei ricordi dei neosposi e di tutti gli invitati.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il seguente numero telefonico: 0183-704211.

Il remake di Thriller

Villa Grock è un luogo talmente affascinante e particolare che nel 2015 è stato set del remake ufficiale della famosissima “Thriller” di Michael Jackson.

L’idea di ambientare una delle coreografie più famose al mondo nel parco del re dei clown è stata di Domenico Pittaluga, dirigente di Sony Italia che possedeva una casa ad Alassio.

Nelle aiuole sono state ricostruite le tombe di un cimitero e, tutto intorno, una schiera di zombi dai vestiti laceri ha ballato sulle celebri note della canzone.

Informazioni utili e orari di apertura

Villa Grock e il parco sono aperti il lunedì e il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30.

I gruppi di minimo 10 persone possono prenotare una visita anche in altri giorni infrasettimanali prenotando in anticipo (tel. 0183-704211 / 0183-704619 / Email: villagrock@provincia.imperia.it).

Prezzi:

  • Adulti: € 5.50
  • Bambini sotto i 6 anni: gratis
  • Over 75: € 4.00
  • Gruppi (a partire da 10 persone): € 4.00

Villa Grock è situata in via Fanny Roncati Carli, 18100 Imperia IM.

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