Viaggiatori di tutto il mondo conoscono la bellezza della Liguria, della provincia di Imperia e della Riviera dei Fiori durante l’alta stagione. L’estate ligure è il momento migliore per godere delle spiagge, del gelato sul lungomare e delle abbuffate e grigliate di pesce. L’estate del 2023 ha registrato un aumento dei turisti in tutta la regione rispetto all’anno precedente.

Con 74mila presenze solo a Genova, la regione Liguria si conferma una delle preferite di viaggiatori italiani e stranieri. Infatti, il numero di presenze è aumentato in tutta la regione nel 2023, di quasi il 4%, in tutte le province. Spezia e Genova sono quelle che hanno visto più arrivi rispetto al 2022, seguite da Imperia. Imperia, la provincia della Riviera dei Fiori, imperdibile in estate ma altrettanto affascinante in inverno.

Ecco tutte le attività per godere al meglio di questo piccolo, bellissimo angolo di Liguria in inverno.

Alla scoperta di Imperia

Spesso, i turisti arrivano nel capoluogo di provincia ma lo usano solo come quartier generale per esplorare il resto della Riviera dei Fiori. Però vale la pena fermarsi ad Imperia, dove la vita notturna e il divertimento non si fermano quando finisce l’estate. Se una passeggiata al porto o sul lungomare va bene in tutte le stagioni, un luogo imperdibile durante l’inverno ligure è il Museo dell’Olivo Carlo Carli con 8000 reperti in 18 sale. Il sapore che contraddistingue Imperia è proprio l’olio, che si può assaporare anche nell’entroterra in borghi come Sant’Agata, Lucinasco, e Dolcedo.

Le feste natalizie sono un’altro buon momento per godere di Imperia, che brilla con le luminarie, con le proiezioni sugli edifici e con le decorazioni piene di luce. Per le giornate di pioggia, non c’è miglior rifugio di un’enoteca o di uno dei tanti ristoranti della città.

Alla scoperta dei borghi d’Imperia

Poco lontano da Imperia e dalla famosa costa della Riviera dei Fiori, ci sono borghi da scoprire. E molti di questi hanno un’atmosfera diversa, come se nascondessero dei segreti. Tra questi c’è Triora, il paese delle streghe, nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Liguri. Il nome deriva dalla storia del borgo dove si è tenuto il più grande processo alle streghe italiano alla fine del 1500. A Triora è possibile scoprire il Museo della Stregoneria e i sentieri del Parco dove, in inverno, è possibile organizzare ciaspolate o un pomeriggio di sci di fondo sul Colle Melosa.

Un’altro borgo dell’entroterra che sembra fermo nel tempo è Valloria. Conosciuto come il paese delle porte dipinte, questa destinazione è un vero museo a cielo aperto con oltre 150 porte dipinte a mano, tutte da ammirare. Tornando verso la costa, l’inverno è anche il momento giusto per scoprire borghi come Bussana Vecchia senza l’afa estiva. Piccolo come Valloria, questo è un vero borgo abbandonato, con artisti che colorano gli stretti vicoli.

Borghi come Triora appartengono alla Valle Argentina, un territorio lungo 40 km nella Liguria occidentale. Qui è possibile divertirsi su sentieri innevati, sapendo che il Mediterraneo non è molto distante.

Per le giornate invernali al chiuso

A volte, nevica o piove anche nella Riviera dei Fiori, uno dei luoghi più soleggiati della Liguria. Quindi, in questi giorni, serve trovare l’attività giusta da fare al chiuso. Sicuramente, i musei e le gallerie d’arte sono perfetti per un pomeriggio di pioggia. Poi ci sono le cantine, dove degustare vini e prodotti regionali come la Cantina Laura Aschero in Pontedassio, con una storia di produzione familiare nata nel 1975.

Altrimenti, c’è il casinò di Sanremo, fondato nel 1905, che include oltre 450 slot machine e 3 ristoranti e bar. Per chi non vuole lasciare l’hotel o il divano durante le giornate di pioggia, il mondo dei giochi da casinò online offre un’alternativa ai luoghi tradizionali come il Casinò di Sanremo. A differenza dei casinò fisici, dove le scommesse con soldi veri sono la norma, le piattaforme online offrono la libertà di scegliere tra giocare con soldi veri o semplicemente godersi i giochi gratis. Questa flessibilità consente di adattare la propria esperienza di gioco alle preferenze personali e al livello di comfort. Comunque è importante ricordare che l’atmosfera vibrante e le interazioni sociali uniche di un casinò fisico non possono essere completamente replicate online.

Pancia piena, cuore contento

Inutile mentire: parte del fascino della Liguria è la sua cucina. L’inverno è il momento migliore per provare i migliori piatti della tradizione in ristoranti che sono molto meno affollati rispetto all’estate. La provincia d’Imperia e la Riviera dei Fiori sono famose per il pesce, in particolare ricette come le acciughe ripiene. Però, a Imperia i sapori del mare si fondono con quelli dell’entroterra. Nascono così piatti come il coniglio alla ligure, impreziosito da spezie come il timo e l’origano, e le torte verdi.

Poi c’è la Piscialandrea, una ricetta che risale addirittura al 1300. Si tratta di una pizza che, nella sua versione più tradizionale, include filetti di acciughe sotto sale, aglio ed olive. È impossibile dimenticare l’olio d’oliva che per molti secoli era l’unica ricchezza di queste zone. Una destinazione da visitare per degustare l’olio è il Frantoio di Sant’Agata D’Oneglia che è della famiglia Mela da oltre 190 anni.

Riviera dei Fiori in inverno, gli angoli sconosciuti

Con oltre 100 alberi di castagno monumentali, il bosco Grou è il luogo dove ammirare la natura d’inverno e per raccogliere le castagne. Diviso su 5 ettari, questo castagneto risale al 1300 ed è possibile raggiungerlo con un’escursione di trekking o una visita guidata. Vicino al confine con la Francia c’è il borgo di Realdo, circondato da monti e da sentieri, mentre il borgo di Airole si trova nell’entroterra sanremese. Una curiosità poco conosciuta è quella del Principato di Seborga, una micronazione non riconosciuta e che, nonostante tutto, continua a rivendicare la sua indipendenza. A Seborga si possono visitare l’antica prigione e la Grotta di Nostra Signora.

Insomma, la Riviera dei Fiori nasconde molti segreti, alcuni che si svelano meglio durante l’inverno.

(Credit: immagine di copertina di Alessandro Vecchi – Wikipedia)

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